pronti per sciare e surfare?

è ORA DI MONTAGNA DI SCI E SNOWBOARD siete pronti?

DA DICEMBRE IN AVANTI MOLTI SI APPRESTERANNO AD ANDARE A SCIARE O ANDARE SULLA TAVOLA da SNOWBOARD UN BEL DIVERTIMENTO E UN MODO DI VIVERE LA MONTAGNA FANTASTICO.

SAREBBE BENE ARRIVARE PERò A QUESTO MOMENTO PREPARATI IN SPECIAL MODO fisicamente.

Tra gli sciatori il 25 % degli infortuni concerne l’articolazione del ginocchio; in questa dolorosa si feriscono prevalentemente all’avambraccio e alle mani (30 %), alle spalle (20 %) e alla testa (16 %). Le conseguenze sono spesso gravi, soprattutto quando l’elevata velocità esplica forze considerevoli. In caso di collisione, una velocità di scivolata – spesso raggiunta – di 50 km/h equivale ad una caduta da un’altezza di 10 metri. È importante sapere che oltre il 90 % degli incidenti è causato dallo sciatore stesso.

Ognuno di noi può pertanto dare il suo prezioso contributo al piacere di una bella sciata.

Preparare il fisico e l’equipaggiamento per affrontare la stagione bianca e sulle piste osservare le regole di comportamento fondamentali sono una prerogativa importante!

In forma per l’inverno

Gli sport invernali sollecitano parecchio il fisico.

A molti appassionati del manto bianco mancano però la forza, la resistenza e la coordinazione necessarie ad eseguire dei movimenti che il nostro fisico non è abituato a sopportare. Abbassa il rischio di infortuni preparandosi adeguatamente prima dell’inizio della stagione, rafforzando in particolare la muscolatura del tronco e delle gambe ed esercitando l’equilibrio diventa importantissimo.

Un allenamento della resistenza permetterà di acquisire la necessaria condizione fisica.

“In pista bisogna arrivare ben preparati e anche ben istruiti sulle regole di conduzione e di base”

È importante prepararsi prima di affrontare la discesa in pista: un riscaldamento intensivo permette di attivare il sistema cardiocircolatorio e di aumentare le capacità coordinative e l’elasticità di muscoli ed articolazioni.

Concentrarsi sulla discesa imminente attiva le capacità coordinative e neuromuscolari.

Molti infortuni, si verificano dopo il pranzo o verso sera quando diminuisce la concentrazione e aumenta la stanchezza.

Equipaggiamento giusto.

Un abbigliamento appropriato, guanti, una protezione contro i raggi UV ed eventualmente occhiali o lenti a contatto sono gli elementi indispensabili di un equipaggiamento da sci completo.

Una regola fondamentale:proteggere la testa!

Tutti gli sciatori / snowboarder dovrebbero indossare il casco e, a chi pratica lo snowboard, anche gli appositi parapolsi nonché una protezione per la schiena («tartaruga») se si realizzano salti di una certa altezza.

La scelta degli sci e della tavola dipende dallo stile personale e dalle capacità individuali.

Prima di ogni stagione bisogna inoltre sottoporre il materiale ad un controllo accurato e nel caso sostituire quello vecchio. Le suole e i ganci degli scarponi, la soletta e le lamine sono in buono stato?

Le lamine arrugginite e poco affilate possono causare pericolosi scivoloni.

Occorre badare particolarmente alla regolazione degli attacchi: stringere le viti degli attacchi della tavola e
regolare ogni anno gli attacchi degli sci da un rivenditore specializzato aiutano a mantenere in vita per più tempo l’attrezzatura e rendere più sicura l’attività.

Raccomandazioni per un casco da sci/snow

Utilizzare il casco è oramai diventato normale,  oltre il 75 % degli appassionati di sci e snowboard ne indossa uno, questo perché  il casco da sci consente di evitare la maggior parte delle lesioni alla testa, è estetico, leggero, comodo e non limita oltremodo le capacità uditive o il campo visivo.

Al momento dell’acquisto occorre considerare i seguenti aspetti:
• presenza del contrassegno che certifica la conformità alla norma europea EN 1077;
• il casco deve calzare bene, anche indossando gli occhiali da sci, ed essere comodo e privo di punti di pressione;
• prova personale! Indossa il casco senza allacciare il cinturino e scuoti il capo, il casco non dovrà dondolare;
• sostituisci il casco dopo un massimo di 5 anni anche se non si vedono danni

Per gli snowboarder

cinque regole destinate agli snowboarder.

Se gli attacchi sono di tipo alpino, la gamba anteriore va fissata alla tavola con una cinghia di ritenuta (leash).
• Durante la risalita con skilift o seggiovie, togli la gamba posteriore dall’attacco.
• Prima di ogni cambio di direzione, in particolare prima di un heel turn o una virata backside, volgi lo sguardo indietro per verificare lo spazio.
• Dopo aver tolto lo snowboard, posalo sempre sulla neve con gli attacchi verso il basso

REGOLE DI BUONA EDUCAZIONE IN PISTA

Regole di Condotta dello Sciatore

Le regole FIS, relative a sci e snowboard debbono essere considerate quale sintesi del modello ideale di comportamento dello sciatore e dello snowboarder coscienziosi, prudenti e diligenti.

Essi sono tenuti a conoscerle e rispettarle. Se l’inosservanza di queste regole causa un incidente lo sciatore o lo snowboarder coinvolti possono essere considerati in condizione di “colpa”, ed essere chiamati a rispondere per tutte le responsabilità conseguenti.

RISPETTO DEGLI ALTRI
Ogni sciatore o snowboarder deve comportarsi in modo da non mettere mai in pericolo l’incolumità degli altri.

Sciatori e snowboarders sono responsabili non solo del loro comportamento in pista ma anche delle loro attrezzature, e dei loro eventuali difetti, anche se nuove e d’avanguardia.

PADRONANZA DELLA VELOCITÀ E COMPORTAMENTO
Ogni sciatore o snowboarder deve tenere una velocità e un comportamento adeguati alle proprie capacità nonché alle condizioni del terreno, della neve, del tempo e del traffico sulle piste.

Sciatori e snowboarders debbono essere in grado di fare le loro evoluzioni senza intralciare gli altri. Debbono anche essere in grado di fermarsi in qualsiasi momento. In zone affollate e di ridotta visibilità, soprattutto ad inizio, fine pista e nelle aree di partenza degli impianti, debbono muoversi lentamente e nelle zone laterali.

SCELTA DELLA DIREZIONE
Lo sciatore o lo snowboarder a monte, essendo in posizione dominante hanno possibilità di scelta del percorso. Sono quindi obbligati a tenere una direzione che eviti il pericolo di collisione con lo sciatore o lo snowboarder a valle.

Lo sciatore o lo snowboarder che è davanti ha sempre la precedenza. Se dietro e sulla stessa direzione di marcia di altro sciatore o snowboarder, deve mantenere una distanza sufficiente in modo da consentire a chi lo precede di potersi muovere liberamente.

SORPASSO IN PISTA
Il sorpasso può essere effettuato tanto a monte quanto a valle, sulla destra o sulla sinistra, ma sempre a distanza tale da consentire le evoluzioni e i movimenti volontari e involontari dello sciatore o dello snowboarder sorpassato.

Lo sciatore o lo snowboarder che effettua un sorpasso è responsabile della sua manovra, e deve effettuarla in modo da non causare nessuna difficoltà a chi sta superando. Questa responsabilità è tale per l’intero arco della manovra e vale anche per il sorpasso di sciatore o snowboarder eventualmente fermo sulla pista.

ATTRAVERSAMENTI E INCROCI
Lo sciatore o snowboarder che si immette o attraversa una pista o un terreno di esercitazione o allenamento, deve assicurarsi, mediante controllo visivo a monte e a valle, di poterlo fare senza pericolo per sé e per gli altri. Comportamento analogo lo sciatore deve osservare dopo ogni sosta.

SOSTA SULLA PISTA
Fatte salve circostanze di assoluta necessità sciatore e snowboarder devono evitare di fermarsi in mezzo alla pista, nei passaggi obbligati o dove manca buona e ampia visibilità. In caso di caduta debbono sgomberare velocemente la pista, cercando di raggiungere un bordo della stessa nel più breve tempo possibile.

SALITA E DISCESA LUNGO UNA PISTA DI SCI
Sciatore o snowboarder che risalgono una pista debbono procedere rigorosamente lungo i bordi della stessa. Analogo comportamento debbono osservare scendendo o salendo a piedi. Procedere in senso inverso alla direzione normale della discesa presenta situazioni e ostacoli imprevedibili e impossibili da avvertire e valutare prontamente.

RISPETTO DELLA SEGNALETICA SULLE PISTE
Sciatori e snowboarders sono tenuti al massimo rispetto della segnaletica e delle indicazioni esposte sulle piste da sci. I vari gradi di difficoltà delle piste sono indicati, in ordine decrescente, con i colori “nero”, “rosso”, “blu” e “verde”. Sciatore e snowboarders possono liberamente scegliere la pista che preferiscono. Sulle piste vi sono segnali di direzione e indicazioni di pericolo, rallentamento, passaggio stretto, chiusura, o altro, che debbono essere scrupolosamente e rigorosamente rispettati. Sono installati nell’interesse di tutti, per evitare incidenti a sciatori e snowboarders.

ASSISTENZA
In caso di incidente chiunque deve prestarsi al soccorso. Prestare assistenza è un dovere morale che impegna ogni sportivo. Anche se in pista non esiste obbligo legale (c’è un servizio organizzato per il pronto intervento) è necessario impegnarsi, secondo le capacità individuali, per prestare le prime cure, chiamare il pronto intervento, attivarsi per delimitare la zona dove c’è l’incidentato e per segnalare la presenza di uno o più infortunati a chi sta scendendo in pista.

IDENTIFICAZIONE
Chiunque, sciatore o snowboarder, sia coinvolto in un incidente in pista, avendo o non avendo responsabilità oppure ne sia stato testimone, è tenuto a fornire le proprie generalità. La relazione di eventuali testimoni è di grande e determinante importanza per la stesura di un corretto rapporto sull’incidente. Ogni sportivo deve avvertire quest’obbligo morale e onesto in forma imperativa. Il rapporto del servizio di pronto intervento e soccorso, assieme al supporto delle testimonianze e quello eventuale di fotografie e riprese videofilmate, può essere di grande aiuto per la determinazione delle eventuali responsabilità civili e penali.

 

E NEL CASO SI FACESSE SCIALPINISMO O FREERIDE ??????

Una gita di scialpinismo o una discesa di freeride inizia molto prima di quando si infilano gli sci …

consultare il bollettino neve e valanghe e informarsi sulle condizioni del manto nevoso, su eventuali pericoli ( canaloni o salti pericolosi ) sono tutte attività da non sottovalutare.

Prima di partire è importante:
• Conoscere la scala europea del pericolo valanghe, consultare i bollettini neve e valanghe, le previsioni meteo, nonché l’evoluzione della meteo dei giorni precedenti
• Nel dubbio chiedere ai professionisti della montagna che operano sul posto
• E’ buona regola non affrontare mai un itinerario da soli e non dimenticare un cellulare con batterie cariche
• Comunicare a qualcuno ( albergo, amici, familiari ) la meta e l’itinerario
• Essere adeguatamente preparati, anche ad affrontare una situazione di emergenza come un incidente da valanga: è consigliabile esercitarsi periodicamente in un campo addestramento ARTVA
• Equipaggiarsi del kit di autosoccorso: ARTVA, pala, sonda verificandone il corretto funzionamento (ci sono anche degli Artva Check Point nei punti di partenza dei principali fuoripista) ed eventuali altri materiali di sicurezza (zaini Airbag, Avalung) in funzione del tragitto scelto
• Equipaggiarsi in luogo comodo ed al riparo, indossare l’ARTVA sotto i capi che si potrebbero togliere (sopra il primo strato di abbigliamento), non toglierlo né spegnerlo nemmeno se si fa una pausa, al fine di evitare poi dimenticanze
• Cambiare itinerario o rinunciare in caso di dubbio!
Norme di comportamento
I principali pericoli in montagna in inverno, per quel che riguarda la pratica del fuoripista, dello scialpinismo e delle escursioni con racchette da neve, sono rappresentati dalle valanghe.
Ricordate:
È di fondamentale importanza la scelta dell’equipaggiamento – di seguito alcuni suggerimenti:
• Un ARTVA vecchio ha portate molto inferiori rispetto a quelle che aveva quando era nuovo;
• L’uso frequente ne consuma le batterie quindi controllarne regolarmente lo stato di carica e nel dubbio sostituirle; le batterie devono essere sempre cariche altrimenti ne dimezzano la sua portata
• Usare esclusivamente batterie ad alte prestazioni
• Dopo l’uso in ambiente umido far asciugare l’apparecchio togliendo le batterie
• Non lasciare l’ARTVA vicino a forti fonti di calore
• Tenere una scheda di controllo dell’ARTVA dove registrare periodicamente la portata massima, la portata minima, le manutenzioni effettuate ed eventuali malfunzionamenti
• Se non si usa l’ARTVA per un lungo periodo, togliere le batterie
• La sonda deve essere metallica, di almeno 240 centimetri e con il sistema di assemblaggio “a frusta” che consente di montarla in pochissimi secondi
• La pala deve essere metallica, robusta, che consenta velocità di montaggio, di limitato peso e di scarso ingombro.
• Nel freeride è consigliabile l’uso del casco e del paraschiena, di una maschera con lenti in plastica.
• Nello scialpinismo e nell’escursionismo con racchette da neve sono inoltre basilari cartina, altimetro e bussola o GPS
• L’apparecchio di ricerca in valanga, comunemente noto come ARVA (Appareil de Recherche de Victimes en Avalanche, in francese) o come ARTVA (Apparecchio di Ricerca dei Travolti in Valanga), è uno strumento elettronico utilizzato per la ricerca delle persone travolte in valanga. Lo strumento è sostanzialmente una ricetrasmittente di segnale (non vocale), che funziona sulla frequenza di 457 kHz.

  • L’apparecchiatura viene indossata dagli escursionisti in modalità di trasmissione permettendo a coloro che non sono stati travolti dalla valanga di commutare l’apparecchio in ricezione al fine di localizzare il trasmettitore dei travolti

ORA CHE ABBIAMO LE IDEE PIù CHIARE PRONTI E PREPARATI GODIAMOCI LA NEVE 🙂

 

Hello world!

Eccomi a voi,

mi presento, il mio nome è Devis, nasco in una delle città del moscato Canelli, ma vivo poi interamente la mia vita ad Oviglio.

Dopo aver concluso gli studi superiori, complice la mia passione per il calcio e il ciclismo mi iscrivo all’ISEF di Torino, dove ho la fortuna di studiare e conoscere docenti di fama nazionale e internazionale, nel 1998 conseguo il diploma in educazione fisica.

Inizio a lavorare nei centri fitness, palestre e a scuola come insegnante di educazione fisica.

Nel 2000 conseguo la laurea in Scienze Motorie e Sportive, inizio a comprendere l’importanza della postura e dopo diverse esperienze lavorative nel campo del Pilates, Girotonica, Postural training, back school e le più svariate metodiche di allenamento sportivo, mi avvicino al mondo dell’osteopatia.

Nel 2009 mi iscrivo al corso di osteopatia presso CRESO (centro studi e ricerche osteopatiche) e inizio un nuovo percorso di studi che integro con il mio lavoro di personal e postural training che svolgo nello studio OSTEOWELLNESS con la collega Giorgia Consavella.

Nel 2015 conseguo il D.O. (diploma osteopatico) e inizia la mia collaborazione con CRESO. Proseguo la mia formazione continuando a seguire corsi post graduate.