VALE LA PENA ARRABBIARSI?

LA PROSSIMA VOLTA CHE VI ARRABBIATE RICORDATE CHE: 

La dentatura aveva nei primati diverse funzioni tra le quali TRITURAZIONE degli alimenti, PULIZIA del VELLO, trasporto dei cuccioli, ma soprattutto aveva FUNZIONE DI DIFESA e di ATTACCO, nella vita di relazione. 

Nel cammino dell’evoluzione la dentatura viene liberata da alcuni di questi compiti per via del sempre maggior utilizzo e capacità propriocettive delle mani. 

Per questo motivo i DENTI hanno subito una vera e propria INVOLUZIONE. Il canino scomparendo la necessità di MINACCIA/OFFESA/DIFESA si è ridotto notevolmente in dimensioni. 

Seppur scomparendo l’istinto primordiale è rimasto nell’uomo e si manifesta nell’uomo moderno sotto l’impeto della rabbia o ira, che porta a digrignare i denti. 

DIGRIGNARE I DENTI > TRAZIONE VERSO IL BASSO DEGLI ANGOLI LATERALI DELLA BOCCA ALLO SCOPO DI SCOPRIRE I CANINI. Ricordo ancestrale dell’utilizzo dei denti come arma. 

IL DIGRIGNAMENTO DENTALE è dunque il residuato delle difese proprie dell’animale che ha come reazione spontanea di difesa la fuga o l’attacco.

RIFLESSI D’ATTACCO: attivazione involontaria della muscolatura cervicobrachiale per la fissazione delle scapole e l’elevazione degli arti superiori che verranno utilizzati nell’attacco. 

NELL’ERA CIVILIZZATA l’aggressione o l’attacco sono modernizzati ed adeguati a STRESS, ANSIA, IPERLAVORO, PREOCCUPAZIONI IN GENERE…, quando questi meccanismi vengono messi in atto involontariamente si possono manifestare BRUXISMO, DIGRIGNAMENTO DENTALE NOTTURNO E DIURNO, PROBLEMI DI CERVICALGIA, per attivazione di strutture muscolari involontariamente attivate. (MUSCOLI FASICI RECLUTATI PER MANTENERE POSIZIONI O ATTEGGIAMENTI STATICI, ERRATO UTILIZZO CHE PORTA A IPERTONIA). 

Le reazioni saranno comunque le stesse che sia un aggressione verbale o una sensazione di freddo, muscoli dinamici costretti ad essere utilizzati in modo statico. SI STRINGONO I DENTI E SI SOLLEVANO LE SPALLE – TRAPEZIO, MUSCOLI DEL COLLO COINVOLTI) Se la situazione diventa continua si manifesteranno sintomatologie dell’apparato stomatognatico e della catena cervicobrachiale. 

quindi la prossima volta che vi arrabbiate e vi viene una cervicalgia pensate a tutto questo! 

Ma tranquilli a risolverla, se sarà di sua competenza, ci penserà l’osteopata 

bibliografia: ERIO MOSSI – Testo atlante pratico di Stretching

oggi vi racconto di STILL

Molti pazienti curiosi mi chiedono le origini dell’osteopatia,

quando è nata, chi ha avuto l’idea, perché si chiama così.

La curiosità è sintomo di interesse e quindi mi sembra giusto rispondere a queste domande, accade verbalmente durante i trattamenti ma sembra giusto  scrivere questo articolo così che altri curiosi possano trovare risposta ai propri quesiti.

ORIGINE DEL NOME

OSTEOPATIA

Non dobbiamo lasciarci ingannare dal nome OSTHEON: OSSO PATHOS: AFFEZIONE, poiché l’idea del suo creatore non era quella di curare le ossa ma intendeva LA STRADA, IL SENTIERO DELLA STRUTTURA, l’origine del nome tradotto dall’inglese quindi ci da idea del vero significato dell’osteopatia.

“Ho pensato che l’osso, osteon, fosse il punto da cui dovevo partire per accertare la causa delle condizioni patologiche e così ho messo insieme “osteo” con “patia” e ho ottenuto Osteopatia”


Still, A.T. Autobiografia, 1897, p.98

Molti pensano che gli osteopati curino le ossa e le problematiche inerenti come l’osteoporosi. L’osteopatia al contrario si basa si sulla struttura (colonna vertebrale) e l’apparato muscolo scheletrico ma anche su tutto quello che fa parte del corpo umano, sia nell’ambito viscerale (organi e visceri) che cranio sacrale e neurologico attraverso i suoi sistemi.

L’osteopatia prende in considerazione la globalità del corpo umano.

DEFINIZIONE DI OSTEOPATIA: è un sistema di diagnosi e trattamento che pur basandosi sulle scienze fondamentali e le conoscenze mediche tradizionali (anatomia, fisiologia, ect..) non prevede l’uso di farmaci né il ricorso alla chirurgia, ma attraverso manipolazioni e manovre specifiche si dimostra efficace per la prevenzione, valutazione ed il trattamento di disturbi che interessano non solo l’apparato neuro-muscolo-scheletrico, ma anche cranio-sacrale (legame tra il cranio, la colonna vertebrale e l’osso sacro) e viscerale (azioni sulla mobilità degli organi viscerali).

Inoltre a differenza della medicina tradizionale allopatica, che concentra i propri sforzi sulla ricerca ed eliminazione del sintomo, l’osteopatia considera il sintomo un campanello di allarme e mira all’individuazione della causa alla base della comparsa del sintomo stesso.

IDEATORE e LA SUA STORIA

Chi fu fondatore e primo ricercatore dell’osteopatia?

ANDREW TAYLOR STILL  

Qui sotto riporto tutte le tappe fondamentali della sua vita perché sono importanti per comprendere le motivazioni e le origini dell’osteopatia.

Buon viaggio nella storia del padre dell’osteopatia. 

Andrew Taylor Still nacque il 6 agosto 1828 a Jonesville, nella contea di Lee, in Virginia.

Chiamato Drew dai suoi fratelli, era il terzo di nove figli, nati da Abram Still, un predicatore metodista e medico di frontiera, e Martha Poague Moore.

Quattro dei bambini di Martha e Abram diventeranno medici, ed Andrew con il suo fratello più giovane, Thomas, lavoreranno anche come “apprendisti” accanto al padre medico.

1834 (6 anni)

La famiglia Still si trasferì dalla Virginia a New Market, nel Tennessee.

1836 Primavera (8 anni)

Abram Still venne nominato dal Congresso Metodista del Tennessee missionario nel Missouri, e insieme alla sua famiglia dovette affrontare un duro viaggio, circa 700 miglia, per raggiungere la contea di Macon nel Missouri centrale.

Attraversò il Kentucky, superò il fiume Ohio, il sud dell’Illinois, fino a St. Louis, e oltrepassò il Mississippi, un viaggio lungo sei settimane, affrontato con sei figli (il più piccolo aveva meno di un anno) in due carri e sei cavalli.

1838 (10 anni)

La prima scoperta nella scienza osteopatica. Andrew, colpito da una forte emicrania, mise una corda fra due alberi in modo da formare un’altalena, poggiò sopra una coperta e si sdraiò per terra utilizzando l’altalena come se fosse un cuscino ondeggiante. Si addormentò, e al risveglio il suo mal di testa era passato.

Solo più tardi, dopo avere fatto importanti studi medici a Kansas City, acquisendo una conoscenza straordinaria in anatomia ed in fisiologia, capì anche che la fune aveva inibito il funzionamento del nervo grande occipitale e permise un rilassamento totale del collo, aveva cioè “sospeso l’attività dei grandi nervi occipitali, armonizzando il flusso di sangue arterioso”.

1847 (19 anni)

Andrew decise di arruolarsi nell’esercito e combattere nella guerra fra Stati Uniti e Messico.

Il padre si rifiutò di dare il suo consenso, Andrew non aveva ancora raggiunto la maggiore età.

Gennaio 1849 (21 anni)

Andrew si sposò con Mary Margaret Vaughn, ma la sua giovane moglie fu spesso malata e molto cagionevole durante la maggior parte della loro unione. Ciascuna delle sue cinque gravidanze la stressarono fisicamente, indebolendola sempre di più nel corso dei 10 anni di matrimonio.

4 luglio 1849 (21 anni)

L’occupazione principale di Andrew era lavorare “dalla mattina presto alla sera tardi” i suoi 60 acri di terra coltivati a mais. Si comprende perché la sua famiglia subì un forte crollo economico quando una terribile tempesta di grandine distrusse completamente tutto il raccolto, “senza risparmiare una sola pianta”.

In quell’ anno Still insegnò in autunno e in inverno a scuola, per 15 dollari al mese.

8 Dicembre 1849

Nacque il suo primo figlio, Marusha (1849-1924).

Andrew iniziò un periodo di “apprendistato” con il padre, durò circa due anni. Voleva studiare come medico.

1852-53 (24-25 anni)

Still prestò servizio come giovane chirurgo al Generale John C. Fremont.

12 novembre 1852

(24 anni)

Nacque il suo secondo figlio, Abraham Price (1852-1864).

1853 (25 anni)

Andrew e sua moglie Mary seguirono l’ulteriore trasferimento del Reverendo Abram Still, e sempre insieme si spostarono dal Missouri nella missione di Wakarusa, in Kansas. Qui Still visse per i suoi successivi 22 anni. Il posto si trovava nella riserva indiana della tribù Shawnee, tribù che nel 1784 rapì James Moore IV, padre di Abram, e che uccise i suoi genitori. Il destino assegnò ad Abram il compito di predicare i principi della chiesa metodista, proprio nella riserva Shawnee.

Durante questi anni, Andrew lavorò nei campi e aiutò il padre “nella cura degli indiani”. Mentre nella missione di Wakarusa, Andrew imparò a parlare lo Shawnee.

Aprile 1855

Il Dott. Stilll inizia a pensare “nuovi” metodi di cura, e soprattutto a mettere in discussione la tradizione medica, in particolare dopo le conversazioni con il suo amico e mentore, il Maggiore James B. Abbott.

Dal 1855 ai primi del ‘900   

Still è affascinato dalla tecnologia, dalla meccanica, e studiò per cinque anni anche da ingenere. Il duro lavoro dei campi e la conduzione della fattoria lo inducono a inventare nuovi mezzi di lavoro che possano facilitare e meno affaticare il “debole braccio destro dell’uomo”. Inventò una falciatrice per la raccolta del frumento e una zangola per produrre il burro.

Fu tra i promotori della costruzione di una segheria alimentata a vapore, che per cinque anni servì a produrre il legno per la costruzione dell’Università di Baldwin, e di altri edifici necessari per curare coloro che venivano contagiati dalle epidemie di vaiolo e colera.

9 marzo 1855 (27 anni)

Nacque il suo terzo figlio, George, ma morirà dopo un solo giorno.

11 aprile 1856 (28 anni)

Nacque il suo quarto figlio, Susan (1856-1864).

6 ottobre 1857 (29 anni)

Il Dott. Still venne scelto per rappresentare, per cinque anni, la contea di Douglas presso il corpo legislativo del Kansas.

1857 – 1861 (29-33 anni)

Still, attivista anti-schiavista, partecipò alle sanguinarie battaglie tra pro e contro schiavitù, fino a quando il Kansan venne ammesso, nel 1861, come Stato libero nell’unione.

Diventò amico e alleato dei famosi leader anti-schiavisti come John Brown and Jim Lane.

29 luglio 1859 (31 anni)

Nasce il suo quinto figlio, Lorenzo Waugh, ma muore 5 giorni dopo la nascita.

29 settembre 1859

La moglie di Still, Mary Margaret Vaughn, muore. Still rimase con tre figli Marusha (10 anni), Abraham Price (9 anni) e Susan (6 anni).

25 novembre 1860 (32 anni) Andrew si risposò con una giovane insegnante di ventisei anni, Mary Elvira Turner (1834-1910). Il loro matrimonio durò 50 anni.

Inizio del 1860.

Still ci riferisce di alcune sue prestazioni presso l’ Università di Medicina e Chirurgia di Kansas City, in Missouri. Tuttavia, non ci sono testimonianze dell’esistenza di tale università, né delle sue prestazioni.

1861-1864 (33-36 anni)

Il Dott. Still prese parte, saltuariamente, alla Guerra civile, arruolandosi nell’Union Army, nei cui documenti ufficiali risulta registrato come sovrintendente dell’ospedale (simile ad un inserviente o assistente chirurgo), ma Still ci riferisce che lavorò in realtà come chirurgo. Nella sua autobiografia ci racconta del suo dovere come ufficiale della fanteria, ma non del suo ruolo come medico/chirurgo.

6 settembre 1861

(33 anni)

Still si arruolò come Capitano nella nona milizia del Kansas per combattere nella Guerra Civile.

12 settembre 1861

Nacque il suo primo figlio con Mary Elvira, Dudley Turner, che tuttavia morirà dopo 6 settimane.

15 Maggio 1862 (34 anni)

Andrew ritorna a casa ed organizza la compagnia della milizia del Kansas con l’incarico di Capitano, ma alcuni mesi dopo venne nominato Maggiore della diciottesima milizia sotto il General Curtis, fino al 1864. Condusse la sua compagnia, come comandante ufficiale, nelle battaglie contro l’esercito confederato.

13 gennaio 1863 (35 anni)

Nacque il suo secondo figlio con Mary Elvira, Marcia Iona (1863-1864).

1864 (36 anni)

Nella battaglia di Westport, il Maggiore Still soffre di ernia inguinale. Questa lesione fu abbastanza grave da non consentirgli più di lavorare come coltivatore e, per necessità, dedicò più tempo alla sua mansione di medico.

Febbraio 1864

Tre dei figli di Still muoiono di meningite spinale in sole due settimane (Abraham di 11 anni, Susan di sette, e un figlio adottivo di 9 anni il cui nome non è conosciuto). Due settimane dopo la morte dei tre figli, a causa di una polmonite, perse la vita anche la sua figlia più giovane, Marcia Iona. Abraham e Susan erano figli della sua prima unione e Marcia Iona era l’unica figlia del suo secondo matrimonio.

La tragedia più grande fu che, subito dopo il suo ritorno dalla Guerra Civile, quattro dei suoi figli morirono nel giro di quattro settimane. Still era “straziato e lacerato dal dolore”.

7 gennaio 1865 (37 anni)

Nacque il suo terzo figlio con Mary Elvira, Charles Edward (1865-1955).

15 Maggio 1867 (39 anni)

Nascono il suo quarto e quinto figlio, i gemelli Harry Mix (1867-1942) ed Herman Taylor (1867-1941).

1867 (39 anni)

Il padre di Still, Abraham, muore all’età di settantuno anni a causa di una polmonite. Fu questo per Still un ennesimo e grande dolore.

1867

Andrew comincia a studiare lo Spiritualism (una religione razionale basata sulla conoscenza provata che lo spirito dell’uomo sopravvive anche dopo la morte fisica).

15 gennaio 1874 (46 anni)

Nacque il suo sesto bambino, Fred (1874-1894).

1874-1883

Il Dott. Still iniziò a studiare l’ipnosi per la cura della salute.

1874

Il Dott. Still pubblicizzò le sue prestazioni come “A. T. Still, guaritore ipnotico”, nel giornale “North Missouri Register”.

Una lettera di A. T. Still venne pubblicata in un giornale regionale degli Spiritualist.

Il 22 giugno 1874

Il Dott. Still scrisse “come un colpo di sole la verità intera albeggiò nella mia mente”, “ho visto una piccola luce nell’orizzonte della verità”, in pratica ho issato “la bandiera dell’Osteopatia”.

1874

Il Dott. Still espose le sue nuove idee presso l’Università di Baker, un college metodista, co-fondato anche dal padre Abram. Il Dott. Still e i suoi fratelli contribuirono, anche donando delle terre, alla costruzione dell’Università intorno alla metà del 1850.

In seguito alle sue “rivelazioni”, il Dott. Still venne pubblicamente rimosso dalla Chiesa metodista dal ministro di Baldwin, in Kansas. A causa del suo “posare le mani”, venne accusato di provare ad emulare Gesù Cristo, venne anche accusato di stregoneria. Fu socialmente e professionalmente ostracizzato, e infine obbligato a trasferirsi con la sua famiglia a Macon, in Missouri, nel 1875.

Novembre 1874

Il fratello più anziano di Still, Edward, si ammalò. Riusciva a fatica a camminare ed era solito far uso di settantacinque bottiglie di morfinaall’anno. Il Dott. Still rimase con suo fratello per 3 mesi, lo liberò dall’oppio e successivamente si trasferì a Kirksville, nel Missouri, lasciando la sua famiglia a Macon.

1875 (47 anni)

Il Dott. Still incontrò Robert Harris, un amico devoto ed un insegnante influente.

Still è formalmente iscritto nelle liste di disoccupazione, ma nel 1875 è registrato come macchinista in Kansas.

Maggio 1875

Decide di portarsi la sua famiglia (la moglie e i quattro figli) a Kirksville, a quel tempo, una cittadina di seimila abitanti.

5 gennaio 1876 ( 48 anni)

Nasce il suo settimo e ultimo figlio, Blanche (1876-1959).

Da settembre 1876 al giugno 1877

(48 anni)

Still si ammalò gravemente di febbre tifoide. Poteva lavorare solo mezza giornata, e per quasi tutto l’anno della sua malattia, la famiglia Still soffrì di molte difficoltà finanziarie.

Dal 1864 fino al 1882

Still e sua moglie Mary Elvira fanno ripetutamente richiesta al governo degli Stati Uniti affinché Andrew ricevesse una pensione per i danni fisici subiti durante la Guerra Civile. Tuttavia, poiché la milizia del Kansas non fece un giuramento ufficiale all’Union Army, le sue richieste di pensione vennero negate.

Inverno 1878/1879

Il Dott. Still venne chiamato nuovamente in Kansas per curare un membro della sua famiglia gravemente malato. “Lo ho curato solo parzialmente con le medicine, ma soprattutto l’ho trattato con i principi dell’Osteopatia”.

Dal 1880 fino al 1886

(52-58 anni)

Il Dott. Still lavora come medico errante da una città all’altra del Missouri rurale. Tra queste, Wadesburg, Clinton, Holden, Harrisonville, Palmyra, Kansas City e molte altre. Lasciando Kirksville per molti mesi l’anno.

1883-1890 (55-62 anni)

Ancora si definisce un “veloce aggiusta ossa”, non un osteopata.

1885 (57 anni)

Il Dott. Still conia il termine Osteopatia, dopo un confronto e un consiglio ricevuto dal suo amico Dott. Sweet. Prima di questa data Still utilizzava i suoi nuovi princìpi e pratiche senza avergli dato un nome. Fino al 1890 il Dott. Still, e ancor dopo, si face chiamare “aggiusta ossa”.

1886

Il Dott. Still si ritrovò sommerso dal lavoro al punto di potersi permettere di stabilirsi in un posto, così smise di viaggiare e si stabilì a Kirksville.

1 novembre 1892 (64 anni)

Il Dott. Still aprì a Kirksville la prima scuola di Osteopatia: The American School of Osteopathy (ASO). Cinque degli allievi della prima classe erano i suoi figli (Harry, Charlie, Herman, Fred e Blanche) ed uno era il suo fratello più grande, Edward.

Still pubblicò “La filosofia ed i principi meccanici dell’Osteopatia”, ma il testo fu misteriosamente ritirato dal mercato. Solo nel 1902 fu liberamente ridistribuito.

6 giugno 1894 (66 anni)

Subito dopo la laurea della prima classe dell’ASO, Fred (all’età di 20 anni) muore a causa di un grave incidente. Fred era il più studioso e dotato tra i figli di Still, ed entrambi erano particolarmente vicini. La sua morte fu una grande tragedia per Still e per lo sviluppo della professione osteopatica.

Autunno 1894

Iniziò gli studi la seconda classe dell’American School of Osteopathy con 30 studenti.

1896

Il Vermont diventò il primo stato ad autorizzare legalmente il titolo di DO, il secondo fu il Nord Dakota.

1897

Il Missouri rilascia il titolo di DO.

1897 (69 anni)

Venne pubblicata “Autobiography” di A. T. Still. Una seconda edizione, ampliata, è pubblicata nel 1908.

1899 (71 anni)

Venne pubblicata “Philosophy of Osteopathy” di A. T. Still

1903 (75 anni)

Il Dott. Still presenziò alla riunione del Mississippi Valley Spiritualist Association, a Clinton in Iowa.

1906 (78 anni)

La salute del Dott. Still comincia ad indebolirsi.

1907 (79 anni)

Il Dott. Still iniziò a studiare e a praticare la meditazione come metodo per ottenere le risposte alle domande filosofiche.

1910 (82 anni):

Venne pubblicata “Research and Practice” di A.T.Still.

28 Maggio 1910 (82 anni)

Raggiunge i cinquant’anni di nozze con Mary Elvira.

12 dicembre 1917

Andrew Taylor Still muore all’età di 89 anni a Kirksville, in Missouri.

Dal 1917 ad oggi molti altri studiosi hanno permesso la crescita dell’osteopatia come oggi la conosciamo e tanti altri arriveranno, la cosa importante è non perdere di vista, a mio parere, la strada intrapresa da A.T. Still. con i suoi principi e valori. 

(cronologia presa da www.tuttosteopatia.it)

osteopatia QUANDO è NATA?

in molti parlano di Osteopatia, pochi si chiedono quando si sia iniziato a parlare di essa e quando sia nata. A tal proposito sarebbe bene precisare che quella che conosciamo oggi come osteopatia è nata con A.T. STILL (sopra fotografato con la moglie e i suoi amati libri di anatomia) ma che l’osteopatia ha radici profonde insite nel passato sin dai tempi degli antichi Romani e Greci.

Sfruttando il sito tuttosteopatia.it pubblico la cronologia storica dell’osteopatia sperando di fare cosa gradita a tutti coloro che si vogliono avvicinare a questa pratica e sono incuriositi dai concetti osteopatici.

PRIMA DI STILL

“I medici di Crotone sono i primi del mondo, secondi quelli di Cirene.” Così scriveva lo storico greco Erodoto nel Libro III delle “Storie”, al capitolo 131. La notizia, fornita da uno degli storici più intelligenti e più onesti del mondo antico, attesta il primato della scuola medica crotoniate nel VI e V sec. a.C..

Democede – Il mercenario della saluteDi Democede, definito dallo storico di Alicarnasso “medico di professione, il più abile nella sua arte a quei tempi”, sappiamo che visse nel VI sec. a.C., che fu un inquieto giramondo, e molto sensibile ai lauti guadagni. Ancora giovane, dopo l’ennesima lite con il collerico padre, andò via da Crotone e si stabilì nell’isola di Egina, dove esercitò la sua professione per due anni, guadagnando più di un talento. Si trasferì successivamente ad Atene per guadagnare uno stipendio di 100 mine annue, sino a quando Policrate, il tiranno di Samo, lo ingaggiò nella sua corte con il (per quei tempi favoloso) compenso di 2 talenti annui. Catturato dal satrapo persiano Orete nell’agguato che segnò la misera ed ingloriosa fine di Policrate, Democede fu ridotto in schiavitù. Fortuna volle che Dario, il re di Persia, si slogasse un piede durante una battuta di caccia e che, venuto a sapere dell’abilità medica dello schiavo crotoniate, ricorresse alle sue cure. Democede curò perfettamente il piede del re, guarì anche sua moglie, la regina Atossa, di un tumore alla mammella, e ricevette come premio una enorme quantità di oro, una grande casa a Susa, un posto fisso alla tavola del re, una posizione influente alla corte reale 

Alcmeone – Il pioniere della medicina sperimentale Di ben diversa levatura morale ed intellettuale fu Alcmeone, nato a Crotone verso la fine del VI, autore di un’opera (Sulla natura), della quale possediamo l’incipit ed una serie brevi di citazioni, ma sufficienti a fornirci un’idea sulle sue dottrine medico-scientifiche. Fu tra i primi a introdurre il concetto della inscindibile sintesi tra mente e corpo e a praticare la dissezione dei corpi umani ed animali per scoprire le cause delle malattie e le relazioni tra queste ed il mondo esterno. Fino ad allora, tale pratica era fortemente condannata dai costumi e la mentalità religiosa del tempo. E’ opportuno inoltre ricordare che prima di Alcmeone la medicina aveva avuto un carattere magico-sacerdotale: le malattie erano imputate all’influsso funesto di divinità maligne e le forme di terapia più diffuse consistevano in riti magici, purificazioni, incantesimi, praticati da sacerdoti, maghi, e ciarlatani di ogni sorta. Alcmeone liberò la medicina dalla magia e dalla ciarlataneria, e la trasformò in una scienza sperimentale, tentando di sviluppare un metodo empirico fondato esclusivamente sull’esperienza e sul ragionamento. Egli affermava che l’uomo non ha certezze evidenti, ma può solo far congetture partendo dai dati sensibili e l’esperienza è l’unico principio di apprendimento. L’uomo fra tutti gli altri esseri viventi è l’unico a comprendere che il principio guida del corpo umano è il cervello, e che la malattia ha origine nell’ambiente. Alcmeone, dunque, libero dalla superstizione dell’animismo, agiva con perfetta razionalità di fronte alla natura, fiducioso che le leggi della natura non sono superiori alla possibilità della conoscenza umana. Non fa, dunque, meraviglia che, partendo da queste premesse teoriche, il medico crotoniate avesse scoperto fra le altre cose il decorso dei nervi cranici, la loro funzione, il loro rapporto con i nervi periferici; sì da suscitare più di due millenni dopo l’entusiasmo di un uomo dal carattere schivo come il neurologo italiano Camillo Golgi, premio Nobel per la medicina nel 1906. Furono discepoli di Alcmeone i crotoniati Eurifone ed Eurofilo, fondatori della celebre scuola medica di Cnido, che nella sua attività dedicò particolare interesse allo studio dell’anatomia.

Fu Eurodico di Selimbria, uno scolaro di Eurifone, il maestro di Ippocrate di Como, insigne medico, sotto il cui nome ci sono stati tramandati circa 130 scritti risalenti in parte al V, IV sec. a.C. Nella diatriba tra la scuola di Coo e di Cnido si scrive parte della storia della medicina attuale, i primi vedevano l’individuo come un elemento integro e i secondi la malattia come un intruso.

CONTEMPORANEI A STILL

1874

Nascita dell’osteopatia ad opera di Andrew Taylor Still. Per quattordici anni cura i propri pazienti affetti da varie malattie (incluse quelle infettive) ricorrendo ad aggiustamenti manuali dei tessuti, soprattutto dell’addome e del torace, e a mobilizzazioni della colonna vertebrale. Solo successivamente introdurrà le “manipolazioni” specifiche.

1892

Viene fondato il primo Collegio di Medicina Osteopatica: l’American School of Osteopathy (ASO), a Kirksville nel Missouri. Già dopo pochi anni le iscrizioni raggiungono le 500 persone. Prima di morire Still arriverà a formare più di 5000 osteopati D.O. Oggi questo collegio si chiama Kirksville College of Osteopathic Medicine (KCOM).

1895

Viene fondata “The A.T. Still Infirmary“, la prima clinica osteopatica degli Stati Uniti. La prima anche a dotarsi di un apparecchio di radiologia. I pazienti arrivano a migliaia dai diversi stati per ricevere le cure del Dr. Still e dei suoi più stretti collaboratori.

1897

Lo stato controlla le oltre 300 scuole di medicina osteopatica nate nel frattempo, e permette solo alle poche scuole che seguono i requisiti di curriculum dettati dal Dr. Still di continuare l’attività didattica. Nello stesso anno, nello Stato del Missouri, l’osteopatia viene riconosciuta come forma di “medicina”.Viene fondata la prima associazione di medicina osteopatica, l’American Association for the Advancement of Osteopathy (AAAO), che il 4 luglio del 1901 diventerà l’American Osteopathic Association, (AOA).

1911

1° luglio viene fondata la British Osteopathic Association, (BOA). La prima riunione ha luogo a Manchester.1914 Viene terminata la costruzione del primo grande ospedale di medicina osteopatica, lo Still-Hildreth Osteopathic Sanatorium a Macon, nel Missouri. Oggi l’Osteopathic Sanatorium è un centro per anziani.

DOPO STILL

1917

L’osteopatia arriva in Europa grazie al Dott. John Martin Littlejohn, D.O., un allievo di Still, che fonda la prima scuola di osteopatia in Inghilterra, la British School of Osteopathy (BSO), a Maidston.

1929

A seguito delle sue ricerche William Garner Sutherland, durante una conferenza, divulga pubblicamente il concetto di osteopatia craniale.

1939

Viene pubblicato il libro di William G. Sutherland :”The Cranial Bowl”

1936

Il 23 luglio viene fondato a Londra il General Council and Register of Osteopaths, (GCRO), primo registro in Inghilterra.1951 Il 6 febbraio viene fondata la Société de Recherche Ostéopathique. Uno dei fondatori della Société de Recherche Ostéopathique, Paul Gény D.O., crea a Parigi nell’autunno dello stesso anno L’École Française d’Ostéopathie, (E.F.O.). Thomas Dummer D.O., Denis Brooks D.O. e Parnell Bradbury D.O., sono i principali insegnanti.Nello stesso anno, viene fondata la Société Française d’Ostéopathie, (S.F.O.), ad opera di R. Lavezzari M.D., D.O., Piedallu M.D., D.O., R. Maigne M.D., D.O., e R. Waghemaker M.D., D.O. Fraquesti insegnanti alcuni continuano a diffondere la Medicina Osteopatica.Harold Magoun pubblicò la bibbia dell’osteopatia craniale “Osteopathy in the Cranial Field”.

1954

Muore W. Sutherland

1969

In Francia, venne fondata dai kinesiterapeuti F, Peyralade e R. Queguiner la Società di Studi e Ricerche e dell’Insegnamento Osteopatico , la prima scuola che integra il concetto craniale nel programma di studio obbligatorio.

1970

Per numerosi anni Viola Frymann, D.O., F.A.A.O. negli Stati Uniti, si dedica ai trattamenti delle mancanze neuromotorie della prima infanzia e dirige “l’Osteopathic Center for Children” di San Diego, California. Grazie ad essa, l’osteopatia cranica sarà integrata all’insegnamento dell’osteopatia in California. Il suo esempio, dal 1982, fu seguito dalla Fondazione Canadese per l’ Insegnamento e la Ricerca Osteopatica di Montreal.

1982

Creazione, da parte di Pierre Cornillot, dell’insegnamento in osteopatia riservato ai medici della facoltà di medicina di Bobigny. L’insegnamento è dispensato da non medici formatisi in Inghilterra. Dal 1982 al 1997, la durata dell’insegnamento era di 3 anni ed il numero di ore del corso 480, senza contare i tirocini associati a Maidstone, Wégimont ed in Francia, con un totale di circa 700 ore di corso. Nel 1997 tale insegnamento si è trasformato in Diploma inter-universitario (DIU) di Medicina Manuale – è stato così obbligatorio ridurre la durata d’insegnamento a 320 ore in due anni. La maggior parte degli studenti fanno contemporaneamente dei tirocini complementari di un centinaio di ore, quindi proseguono con corsi di insegnamento da 2 a 3 anni, che permettono loro di acquisire completamente i criteri di formazione definite dal World Osteopathic Health Organisation (WOHO) e dallo European Register Osteopathic Phisicians (EROP)

1984

Dal 5 al 9 settembre ha luogo il Primo Congresso Internazionale di Medicina Osteopatica organizzato dalla SBO-RTM. Vi partecipano vari tra i più importanti osteopati statunitensi: Rolin Becker D.O., Alan Becker D.O., Garry Ostrow D.O., Fred Mitchell D.O., E Miller D.O., Herb Miller D.O., Anne Wales D.O., Irvin Korr phD., Lawrence H. Jones D.O., Viola Fryman D.O., Edna Lay D.O., ed europei. Il congresso permette di ricongiungere l’osteopatia europea con la sua origine americana. Questi incontri hanno determinato una presa di coscienza della situazione dell’osteopatia in Europa rispetto a quella statunitense. Si fa sentire nei paesi europei la necessità di unificare i curricula di studio, prendendo come riferimento i programmi delle scuole inglesi, che rappresentano il patrimonio osteopatico trasmesso dal fondatore Andrew Taylor Still. Il Congresso è l’inizio di una collaborazione didattica degli americani in Europa, soprattutto nella sfera cranio-sacrale

1988

Viene riconosciuto in Italia, il titolo di studio di osteopatia conseguito in Gran Bretagna, con sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio.

1989

Creazione del Registro degli Osteopati d’Italia, (ROI).

1993

La Gran Bretagna concede Lo Statuto che consacra il riconoscimento dell’osteopatia britannica.

2002

Pubblicazione nella Gazzetta ufficiale francese della Legge n° 2002-303 del 4 marzo 2002 relativa ai diritti dei pazienti ed alla qualità del sistema sanitario che nell’articolo 75 riconosce la professione dell’osteopata e del chiropratico.

Ad oggi in Italia dopo il DDL 1324 la figura professione sanitaria dell’osteopata è stata riconosciuta ma non si conoscono ancora nè le figure professionali ,  nè i formatori che dovranno formare i nuovi osteopati, le equipollenze per riconoscere il titolo e tanto meno i decreti attuativi che in questo momento sono in discussione. OSTEOPATIA FIGURA SANITARIA

per chi volesse avvicinarsi all’osteopatia come professione CONSIGLIO il sito http://www.osteopatiacreso.com

ESERCIZIO E SALUTE: LA GIUSTA DOSE

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I benefici di un’attività fisica moderata e regolare sono conosciuti da tempo. Che si faccia palestra in sala pesi, si cammini, corra sugli argini oppure si facciano attività come pilates e yoga è inconfutabile che l’esercizio ha sull’organismo un effetto benefico nel regolare l’equilibrio cellulare a livello di sistemi di controllo bio fisiologico quali:

  • NEUROENDOCRINO
  • IMMUNOLOGICO
  • CARDIOVASCOLARE
  • MUSCOLO-SCHELETRICO

E di conseguenza prevenire l’insorgenza di malattie croniche:

  • Obesità
  • Aterosclerosi
  • Ipertensione
  • Diabete
  • Artrite reumatoide

Infine prevenire e ritardare malattie  correlate all’invecchiamento:

  • Osteoporosi
  • Sarcopenia
  • Insulino-resistenza
  • Infiammazione cronica
  • Demenza

E ridurre l’incidenza di cancro e il rischio di morte prematura.

Il ministero della salute ha diramato recentemente le linee guida per aver effetti positivi attraverso diversi schemi di lavoro che variano a seconda del grado di allenamento:

30/45 minuti di attività aerobica al 60% del Vo2max (massimo volume di ossigeno) 5 volte alla settimana

30 minuti di attività aerobica al 70/85% del Vo2max – 3 volte alla settimana

Attività isotonica + 20/30 minuti di attività aerobica al 60/80% del Vo2max – 3 volte alla settimana

Allenamenti di forzaal 60/80% ( percentuale rispetto a 1 RM ripetuta massimale) – 2/3 volte la settimana

Analizzando questi indicazioni potremmo dire NE’ TROPPO, NE’ POCO

L’effetto benefico dell’esercizio fisico viene perso dal momento in cui l’attività muscolare viene svolta ad esaurimento e soprattutto in modo sporadico. La costanza e la cognizione sono nostre alleate nello svolgere un allenamento corretto ed equilibrato alle nostre attuali capacità.

L’attività fisica ad elevata intensità su soggetti non allenati o poco, produce danni strutturali alla fibra muscolare dando origine a risposte infiammatorie (da dolori muscolari sino ad arrivare a  tendiniti).

Inoltre l’errato carico di allenamento può portare alla produzione di specie reattive dell’ossigeno con conseguente produzione di CHITOCHINE infiammatorie,  queste sono importanti per migliorare la funzionalità dei sistemi difensivi immunologici e antiossidanti, se sono di poco superiori ai normali range fisiologici prodotti dall’allenamento moderato.

Al contrario se le chitochine vengono prodotte in eccesso per un allenamento diventato eccessivamente intenso e prolungato la produzione diventa incontrollata (perché non vi sono meccanismi cellulari, biochimici  e molecolari in grado di contrastarla) e a lungo andare può portare a minaccia per l’organismo diminuendo l’efficacia dei sistemi difensivi aumentando i rischi di malattia.

QUALI ATTIVITA’ ???  attività aerobica e NON SOLO

L’attività aerobica rimane una delle attività più facile ed immediata, corsa, bici, camminata e nuoto sono alla portata di tutti e di tutte le tasche. Utile però sono anche gli esercizi di forza e contro resistenza(esercizi in sala attrezzi in palestra, allenamenti funzionali con TRX e kettlebell, corsi di tonificazione, GAG, BAG, STEP, CIRCUIT TRAINING)

Attività ludiche e aerobiche al tempo stesso come il BALLO,le attività in palestra legate alla musica come lo ZUMBA e le attività di allungamento e tonificazione come il PILATES o di meditazione come YOGA.

Attività di miglioramento della muscolatura, massa muscolare forza, riduzione massa grassa per incrementare il metabolismo basale.

Tutte queste attività se fatte coerentemente, in modo costante, seguite da istruttori professionisti possono realmente aiutare chi vuole fare sport.

Periodizzare l’allenamento, alternare la tipologia di lavoro ha dimostrato di migliorare:

  • LA PERDITA DI MASSA GRASSA
  • AUMENTARE IL TROFISMO MUSCOLARE
  • DIMIMUIRE LA PERDITA DI MASSA MUSCOLARE DURANTE L’INVECCHIAMENTO (sarcopenia)
  • MIGLIORAMENTO DELLE CAPACITA’ AEROBICO E CONTRASTO A MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Quindi con un buon allenamento, facendo sempre attenzione alla postura , potrete tranquillamente raggiungere i vostri obiettivi senza esagerare e migliorando costantemente il vostro stato di forma.

LA TARTARUGA lenta ARRIVA OVUNQUE E VIVE A LUNGO, LA LEPRE SE SPROVVEDUTA VA VELOCE MA RISCHIA SPESSO… 🙂 

buon allenamento a tutti 

pronti per sciare e surfare?

è ORA DI MONTAGNA DI SCI E SNOWBOARD siete pronti?

DA DICEMBRE IN AVANTI MOLTI SI APPRESTERANNO AD ANDARE A SCIARE O ANDARE SULLA TAVOLA da SNOWBOARD UN BEL DIVERTIMENTO E UN MODO DI VIVERE LA MONTAGNA FANTASTICO.

SAREBBE BENE ARRIVARE PERò A QUESTO MOMENTO PREPARATI IN SPECIAL MODO fisicamente.

Tra gli sciatori il 25 % degli infortuni concerne l’articolazione del ginocchio; in questa dolorosa si feriscono prevalentemente all’avambraccio e alle mani (30 %), alle spalle (20 %) e alla testa (16 %). Le conseguenze sono spesso gravi, soprattutto quando l’elevata velocità esplica forze considerevoli. In caso di collisione, una velocità di scivolata – spesso raggiunta – di 50 km/h equivale ad una caduta da un’altezza di 10 metri. È importante sapere che oltre il 90 % degli incidenti è causato dallo sciatore stesso.

Ognuno di noi può pertanto dare il suo prezioso contributo al piacere di una bella sciata.

Preparare il fisico e l’equipaggiamento per affrontare la stagione bianca e sulle piste osservare le regole di comportamento fondamentali sono una prerogativa importante!

In forma per l’inverno

Gli sport invernali sollecitano parecchio il fisico.

A molti appassionati del manto bianco mancano però la forza, la resistenza e la coordinazione necessarie ad eseguire dei movimenti che il nostro fisico non è abituato a sopportare. Abbassa il rischio di infortuni preparandosi adeguatamente prima dell’inizio della stagione, rafforzando in particolare la muscolatura del tronco e delle gambe ed esercitando l’equilibrio diventa importantissimo.

Un allenamento della resistenza permetterà di acquisire la necessaria condizione fisica.

“In pista bisogna arrivare ben preparati e anche ben istruiti sulle regole di conduzione e di base”

È importante prepararsi prima di affrontare la discesa in pista: un riscaldamento intensivo permette di attivare il sistema cardiocircolatorio e di aumentare le capacità coordinative e l’elasticità di muscoli ed articolazioni.

Concentrarsi sulla discesa imminente attiva le capacità coordinative e neuromuscolari.

Molti infortuni, si verificano dopo il pranzo o verso sera quando diminuisce la concentrazione e aumenta la stanchezza.

Equipaggiamento giusto.

Un abbigliamento appropriato, guanti, una protezione contro i raggi UV ed eventualmente occhiali o lenti a contatto sono gli elementi indispensabili di un equipaggiamento da sci completo.

Una regola fondamentale:proteggere la testa!

Tutti gli sciatori / snowboarder dovrebbero indossare il casco e, a chi pratica lo snowboard, anche gli appositi parapolsi nonché una protezione per la schiena («tartaruga») se si realizzano salti di una certa altezza.

La scelta degli sci e della tavola dipende dallo stile personale e dalle capacità individuali.

Prima di ogni stagione bisogna inoltre sottoporre il materiale ad un controllo accurato e nel caso sostituire quello vecchio. Le suole e i ganci degli scarponi, la soletta e le lamine sono in buono stato?

Le lamine arrugginite e poco affilate possono causare pericolosi scivoloni.

Occorre badare particolarmente alla regolazione degli attacchi: stringere le viti degli attacchi della tavola e
regolare ogni anno gli attacchi degli sci da un rivenditore specializzato aiutano a mantenere in vita per più tempo l’attrezzatura e rendere più sicura l’attività.

Raccomandazioni per un casco da sci/snow

Utilizzare il casco è oramai diventato normale,  oltre il 75 % degli appassionati di sci e snowboard ne indossa uno, questo perché  il casco da sci consente di evitare la maggior parte delle lesioni alla testa, è estetico, leggero, comodo e non limita oltremodo le capacità uditive o il campo visivo.

Al momento dell’acquisto occorre considerare i seguenti aspetti:
• presenza del contrassegno che certifica la conformità alla norma europea EN 1077;
• il casco deve calzare bene, anche indossando gli occhiali da sci, ed essere comodo e privo di punti di pressione;
• prova personale! Indossa il casco senza allacciare il cinturino e scuoti il capo, il casco non dovrà dondolare;
• sostituisci il casco dopo un massimo di 5 anni anche se non si vedono danni

Per gli snowboarder

cinque regole destinate agli snowboarder.

Se gli attacchi sono di tipo alpino, la gamba anteriore va fissata alla tavola con una cinghia di ritenuta (leash).
• Durante la risalita con skilift o seggiovie, togli la gamba posteriore dall’attacco.
• Prima di ogni cambio di direzione, in particolare prima di un heel turn o una virata backside, volgi lo sguardo indietro per verificare lo spazio.
• Dopo aver tolto lo snowboard, posalo sempre sulla neve con gli attacchi verso il basso

REGOLE DI BUONA EDUCAZIONE IN PISTA

Regole di Condotta dello Sciatore

Le regole FIS, relative a sci e snowboard debbono essere considerate quale sintesi del modello ideale di comportamento dello sciatore e dello snowboarder coscienziosi, prudenti e diligenti.

Essi sono tenuti a conoscerle e rispettarle. Se l’inosservanza di queste regole causa un incidente lo sciatore o lo snowboarder coinvolti possono essere considerati in condizione di “colpa”, ed essere chiamati a rispondere per tutte le responsabilità conseguenti.

RISPETTO DEGLI ALTRI
Ogni sciatore o snowboarder deve comportarsi in modo da non mettere mai in pericolo l’incolumità degli altri.

Sciatori e snowboarders sono responsabili non solo del loro comportamento in pista ma anche delle loro attrezzature, e dei loro eventuali difetti, anche se nuove e d’avanguardia.

PADRONANZA DELLA VELOCITÀ E COMPORTAMENTO
Ogni sciatore o snowboarder deve tenere una velocità e un comportamento adeguati alle proprie capacità nonché alle condizioni del terreno, della neve, del tempo e del traffico sulle piste.

Sciatori e snowboarders debbono essere in grado di fare le loro evoluzioni senza intralciare gli altri. Debbono anche essere in grado di fermarsi in qualsiasi momento. In zone affollate e di ridotta visibilità, soprattutto ad inizio, fine pista e nelle aree di partenza degli impianti, debbono muoversi lentamente e nelle zone laterali.

SCELTA DELLA DIREZIONE
Lo sciatore o lo snowboarder a monte, essendo in posizione dominante hanno possibilità di scelta del percorso. Sono quindi obbligati a tenere una direzione che eviti il pericolo di collisione con lo sciatore o lo snowboarder a valle.

Lo sciatore o lo snowboarder che è davanti ha sempre la precedenza. Se dietro e sulla stessa direzione di marcia di altro sciatore o snowboarder, deve mantenere una distanza sufficiente in modo da consentire a chi lo precede di potersi muovere liberamente.

SORPASSO IN PISTA
Il sorpasso può essere effettuato tanto a monte quanto a valle, sulla destra o sulla sinistra, ma sempre a distanza tale da consentire le evoluzioni e i movimenti volontari e involontari dello sciatore o dello snowboarder sorpassato.

Lo sciatore o lo snowboarder che effettua un sorpasso è responsabile della sua manovra, e deve effettuarla in modo da non causare nessuna difficoltà a chi sta superando. Questa responsabilità è tale per l’intero arco della manovra e vale anche per il sorpasso di sciatore o snowboarder eventualmente fermo sulla pista.

ATTRAVERSAMENTI E INCROCI
Lo sciatore o snowboarder che si immette o attraversa una pista o un terreno di esercitazione o allenamento, deve assicurarsi, mediante controllo visivo a monte e a valle, di poterlo fare senza pericolo per sé e per gli altri. Comportamento analogo lo sciatore deve osservare dopo ogni sosta.

SOSTA SULLA PISTA
Fatte salve circostanze di assoluta necessità sciatore e snowboarder devono evitare di fermarsi in mezzo alla pista, nei passaggi obbligati o dove manca buona e ampia visibilità. In caso di caduta debbono sgomberare velocemente la pista, cercando di raggiungere un bordo della stessa nel più breve tempo possibile.

SALITA E DISCESA LUNGO UNA PISTA DI SCI
Sciatore o snowboarder che risalgono una pista debbono procedere rigorosamente lungo i bordi della stessa. Analogo comportamento debbono osservare scendendo o salendo a piedi. Procedere in senso inverso alla direzione normale della discesa presenta situazioni e ostacoli imprevedibili e impossibili da avvertire e valutare prontamente.

RISPETTO DELLA SEGNALETICA SULLE PISTE
Sciatori e snowboarders sono tenuti al massimo rispetto della segnaletica e delle indicazioni esposte sulle piste da sci. I vari gradi di difficoltà delle piste sono indicati, in ordine decrescente, con i colori “nero”, “rosso”, “blu” e “verde”. Sciatore e snowboarders possono liberamente scegliere la pista che preferiscono. Sulle piste vi sono segnali di direzione e indicazioni di pericolo, rallentamento, passaggio stretto, chiusura, o altro, che debbono essere scrupolosamente e rigorosamente rispettati. Sono installati nell’interesse di tutti, per evitare incidenti a sciatori e snowboarders.

ASSISTENZA
In caso di incidente chiunque deve prestarsi al soccorso. Prestare assistenza è un dovere morale che impegna ogni sportivo. Anche se in pista non esiste obbligo legale (c’è un servizio organizzato per il pronto intervento) è necessario impegnarsi, secondo le capacità individuali, per prestare le prime cure, chiamare il pronto intervento, attivarsi per delimitare la zona dove c’è l’incidentato e per segnalare la presenza di uno o più infortunati a chi sta scendendo in pista.

IDENTIFICAZIONE
Chiunque, sciatore o snowboarder, sia coinvolto in un incidente in pista, avendo o non avendo responsabilità oppure ne sia stato testimone, è tenuto a fornire le proprie generalità. La relazione di eventuali testimoni è di grande e determinante importanza per la stesura di un corretto rapporto sull’incidente. Ogni sportivo deve avvertire quest’obbligo morale e onesto in forma imperativa. Il rapporto del servizio di pronto intervento e soccorso, assieme al supporto delle testimonianze e quello eventuale di fotografie e riprese videofilmate, può essere di grande aiuto per la determinazione delle eventuali responsabilità civili e penali.

 

E NEL CASO SI FACESSE SCIALPINISMO O FREERIDE ??????

Una gita di scialpinismo o una discesa di freeride inizia molto prima di quando si infilano gli sci …

consultare il bollettino neve e valanghe e informarsi sulle condizioni del manto nevoso, su eventuali pericoli ( canaloni o salti pericolosi ) sono tutte attività da non sottovalutare.

Prima di partire è importante:
• Conoscere la scala europea del pericolo valanghe, consultare i bollettini neve e valanghe, le previsioni meteo, nonché l’evoluzione della meteo dei giorni precedenti
• Nel dubbio chiedere ai professionisti della montagna che operano sul posto
• E’ buona regola non affrontare mai un itinerario da soli e non dimenticare un cellulare con batterie cariche
• Comunicare a qualcuno ( albergo, amici, familiari ) la meta e l’itinerario
• Essere adeguatamente preparati, anche ad affrontare una situazione di emergenza come un incidente da valanga: è consigliabile esercitarsi periodicamente in un campo addestramento ARTVA
• Equipaggiarsi del kit di autosoccorso: ARTVA, pala, sonda verificandone il corretto funzionamento (ci sono anche degli Artva Check Point nei punti di partenza dei principali fuoripista) ed eventuali altri materiali di sicurezza (zaini Airbag, Avalung) in funzione del tragitto scelto
• Equipaggiarsi in luogo comodo ed al riparo, indossare l’ARTVA sotto i capi che si potrebbero togliere (sopra il primo strato di abbigliamento), non toglierlo né spegnerlo nemmeno se si fa una pausa, al fine di evitare poi dimenticanze
• Cambiare itinerario o rinunciare in caso di dubbio!
Norme di comportamento
I principali pericoli in montagna in inverno, per quel che riguarda la pratica del fuoripista, dello scialpinismo e delle escursioni con racchette da neve, sono rappresentati dalle valanghe.
Ricordate:
È di fondamentale importanza la scelta dell’equipaggiamento – di seguito alcuni suggerimenti:
• Un ARTVA vecchio ha portate molto inferiori rispetto a quelle che aveva quando era nuovo;
• L’uso frequente ne consuma le batterie quindi controllarne regolarmente lo stato di carica e nel dubbio sostituirle; le batterie devono essere sempre cariche altrimenti ne dimezzano la sua portata
• Usare esclusivamente batterie ad alte prestazioni
• Dopo l’uso in ambiente umido far asciugare l’apparecchio togliendo le batterie
• Non lasciare l’ARTVA vicino a forti fonti di calore
• Tenere una scheda di controllo dell’ARTVA dove registrare periodicamente la portata massima, la portata minima, le manutenzioni effettuate ed eventuali malfunzionamenti
• Se non si usa l’ARTVA per un lungo periodo, togliere le batterie
• La sonda deve essere metallica, di almeno 240 centimetri e con il sistema di assemblaggio “a frusta” che consente di montarla in pochissimi secondi
• La pala deve essere metallica, robusta, che consenta velocità di montaggio, di limitato peso e di scarso ingombro.
• Nel freeride è consigliabile l’uso del casco e del paraschiena, di una maschera con lenti in plastica.
• Nello scialpinismo e nell’escursionismo con racchette da neve sono inoltre basilari cartina, altimetro e bussola o GPS
• L’apparecchio di ricerca in valanga, comunemente noto come ARVA (Appareil de Recherche de Victimes en Avalanche, in francese) o come ARTVA (Apparecchio di Ricerca dei Travolti in Valanga), è uno strumento elettronico utilizzato per la ricerca delle persone travolte in valanga. Lo strumento è sostanzialmente una ricetrasmittente di segnale (non vocale), che funziona sulla frequenza di 457 kHz.

  • L’apparecchiatura viene indossata dagli escursionisti in modalità di trasmissione permettendo a coloro che non sono stati travolti dalla valanga di commutare l’apparecchio in ricezione al fine di localizzare il trasmettitore dei travolti

ORA CHE ABBIAMO LE IDEE PIù CHIARE PRONTI E PREPARATI GODIAMOCI LA NEVE 🙂

 

Hello world!

Eccomi a voi,

mi presento, il mio nome è Devis, nasco in una delle città del moscato Canelli, ma vivo poi interamente la mia vita ad Oviglio.

Dopo aver concluso gli studi superiori, complice la mia passione per il calcio e il ciclismo mi iscrivo all’ISEF di Torino, dove ho la fortuna di studiare e conoscere docenti di fama nazionale e internazionale, nel 1998 conseguo il diploma in educazione fisica.

Inizio a lavorare nei centri fitness, palestre e a scuola come insegnante di educazione fisica.

Nel 2000 conseguo la laurea in Scienze Motorie e Sportive, inizio a comprendere l’importanza della postura e dopo diverse esperienze lavorative nel campo del Pilates, Girotonica, Postural training, back school e le più svariate metodiche di allenamento sportivo, mi avvicino al mondo dell’osteopatia.

Nel 2009 mi iscrivo al corso di osteopatia presso CRESO (centro studi e ricerche osteopatiche) e inizio un nuovo percorso di studi che integro con il mio lavoro di personal e postural training che svolgo nello studio OSTEOWELLNESS con la collega Giorgia Consavella.

Nel 2015 conseguo il D.O. (diploma osteopatico) e inizia la mia collaborazione con CRESO. Proseguo la mia formazione continuando a seguire corsi post graduate.